Becoming Architect _ 4 dicembre 2015 gruppoforesta a Genova

Becoming Architect _ 4 dicembre 2015 gruppoforesta a Genova

Il 7 Luglio scorso l’Osservatorio permanente partecipato del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, ha lanciato la call “Becoming Architect” con l’obiettivo di capire le sfide che dovranno affrontare le città italiane e i loro territori negli anni futuri e comprendere meglio il ruolo dell’architetto.

Sono stati posti tre quesiti: quale modello di sviluppo per il futuro? come trasformare le sfide in opportunità? quali scenari per la professione futura? Il 4 dicembre, presso la sede dell’Ordine degli architetti di Genova, saranno presentati i risultati di questa call nazionale, a cui gli architetti italiani hanno risposto inviando un video-contributo.

Una ricerca inedita di immagini e video ha coinvolto ben diciotto ordini provinciali, MIBAC, Architects Council Europe, Conseil des Architets d’Europa ed Expo. Cinque i contributi selezionati: oltre a quelli presentati da Ordine di Bologna, Ordine di Salerno, Istituto di Bioarchitettura, AssisiStreet, anche il video “Salento: fotogrammi di un territorio”, realizzato dal mio studio, Gruppo Foresta.

Il video (visionabile su Youtube) è stato realizzato nel 2013 quando, invitato a tenere una lezione alla facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza di Roma, presentai un lento e coinvolgente percorso emotivo, un rimando di immagini alla mia terra, ai suoi abitanti, alle varie storie che la attraversano e alla mia stessa storia. Il contributo racconta il Salento e le sue trasformazioni in relazione, anche, alla mia responsabilità di architetto (erede di una famiglia di mastri costruttori): una lettura che reinterpreta il “genius loci” del Salento, un punto di vista privilegiato, “il sud del Sud dei Santi”, dove la capu (la testa) gira in un orizzonte di pianura a 360 gradi, una pianura bagnata dall’Adriatico e dallo Ionio, crocevia nel Mediterraneo.

Nessun effetto speciale, un semplice montaggio amatoriale di immagini e musica, suggestioni che pescano nei miei ricordi, che recuperano la memoria condivisa di chi ha scelto di vivere l’essenza del territorio, il ritmo di “festina lente”. Emozioni in ritmica sequenza che diviene staffetta generazionale (cantata dagli amici Mino De Santis e Pino Ingrosso e resa immortale nei versi di Carmelo Bene).

Non voglio dimostrare nessuna finalità, ho solo l’esigenza di mostrare una condizione dell’anima, il percorso del quotidiano, un impegno che diviene responsabilità e rigore, una scelta di vita. Perché ritengo che gli architetti e tutti coloro che progettano abbiano una responsabilità, siano portatori sani di politica, intesa come senso di appartenenza per la crescita del territorio, esplicata attraverso l’arte più nobile: l’architettura.

Con questo presupposto, il riconoscimento di Becoming Architect va ben oltre il video o la mia personale soddisfazione. Una responsabilità più grande, un’occasione straordinaria per far conoscere un nuovo punto di vista, il “Sud” da sempre terra “Magna”, dove a mezzogiorno le ombre non fanno mai paura ma generano profondità e nuove prospettive.

Per questo motivo, in qualità di architetto, come contributo “a dare voce ai modelli ispiratori e alle prospettive future”, intendo porre un ulteriore interrogativo per pro-vocare me stesso e sottopormi al confronto. Quel “Sud” riconosciuto per il tanto abbandono e degrado, con la sua storia ignorata, può divenire un’opportunità attraverso la pro-gettazione che genera sviluppo? Se sì, allora perché non accarezzare la presunzione che il Salento, il “Tacco” del Bel Paese, possa essere la base imprescindibile di un ottimo “Stivale” di una Europa unita?

Ringrazio chi ha promosso l’iniziativa che mi vede partecipe, quanti condivideranno interrogativi e provocazioni, e quanti vorranno accettare il confronto.

 

Lecce, 30 novembre 2015

Alfredo Foresta, architetto